Sia nel poker live che nel poker online, i giocatori di texas holdem hanno coniato una serie di parole, che sono finite col diventare d’uso comune sia ai tavoli che nelle chat delle poker room.
Quasi tutti i giocatori di poker texas holdem, sia live sia online, hanno l’abitudine di utilizzare dei modi di dire e delle parole che sono ripetute con una certa costanza, al punto che anche i commentatori nel corso delle telecronache dei programmi televisivi di successo, usano ormai la stessa terminologia. La maggior parte di queste parole sono ormai diventate di uso comune per i giocatori di poker.
Tra queste, i termini maggiormente utilizzati nel poker live ai tavoli sono:
Donk. Letteralmente tradotto dall’inglese significa asino. La cosa strana è che non si è capito se si tratta di una pura e semplice coincidenza, ma sta di fatto che questo termine sembra particolarmente abusato proprio da quei giocatori che sono considerati tali.
Nice Hand. Questa è senza dubbio la parola che all’orecchio di qualsiasi giocatore, rende gioia. Ma ci sono anche situazioni in cui il relativo uso, porterebbe alla pazzia: c’è gente, infatti, che dopo una mano con KK contro AA si gioca tutto il proprio stack preflop e a fine mano, si sente l’ormai classico ‘nice hand’. Niente di più banale, non ci voleva certo Einstein per capire che sarebbe finita in questo modo.
L’abitudini di ricorrere in maniera costante a determinate parole, ad una determinata terminologia, è d’uso comune anche nel poker online, nel qual caso l’abuso di termini pokeristici avviene in chat:
One Time. Questa parola deriva dai giocatori professionisti americani. Tradotta letteralmente significa ‘un’altra volta’ e ci sono casi in cui davvero non si capisce di quante altre volte, hanno bisogno questi pro americani e non.
Chip and a chair. Questo slang si sente dire tutte le volte in cui ad un giocatore è stato appena sottratto il 98% o più del proprio stack, senza tuttavia averlo eliminato. Molto probabilmente ci si illude di dare conforto e speranza a quel giocatore con questa frase. In realtà, nella maggior parte dei casi, quasi la totalità, dopo poco, resta solo la sedia. Dunque, di certo non di buon augurio.
Il suffisso ‘aments’. Questa è un’abitudine ripetuta di continuo: si tratta dell’anteporre il suffisso ‘aments’ ad un qualsiasi prefisso. Si pensi ad esempio ai casi Donkaments, whinaments, ecc.
Runnare so bad (good). Rappresenta un altro dei tanti inglesismi rubati a questo gioco. Di solito con queste parole si indicano i periodi in cui un giocatore è colpito da momenti di sfortuna continuata. E pensare che un tempo ci si appellava alla malasorte chiamandola “sfiga”!
So Sick. Si tratta di una frase utilizzata tantissimo e che ha trovato pure un analogo in italiano: il nostro ‘mai una gioia’ anche se non si tratta di una traduzione letteraria, giacchè la traduzione reale è “così triste”. Fermo restando che tutti sanno bene che non è poi realmente così triste, poiché si tratta soltanto del normale andamento di una divertente partita di poker.