A voler tracciare un bilancio del livello medio dei giocatori di poker italiani, il risultato non è certo dei migliori. La realtà è che il poker live italiano è uscito da Londra portando a casa una dura sconfitta. Due sono le motivazioni principali alla base di tale sconfitta: il primo è dovuto al grande arresto che l’incertezza legata al problema delle tasse ha generato nei giocatori. Il secondo è da ricondurre soprattutto al livello medio dei player di poker texas che, a quanto pare, non riesce a decollare.

I giocatori italiani non riescono a giocare a poker allo stesso livello dei più forti giocatori stranieri e addirittura si verificano situazioni in cui sembrano non riuscire a comprendere le giocate avversarie, spesso intelligenti, ma valutate dai giocatori azzurri come prive di senso o fortunate. Valutazione errata, conseguenza della loro stessa inesperienza o incapacità ai tavoli. Sicuramente si tratta di un giudizio poco piacevole, ma che certamente non si discosta più di tanto dalla realtà.

C’è ancora molta strada da fare per diventare competitivi e senza dubbio la qualità che manca di più ai giocatori italiani, è l’umiltà di capire e accettare che il poker è un gioco in continua evoluzione, che richiede aggiornamenti continui. In Italia, invece, si tende a ritenere il poker un gioco d’abilità fin quando si vince, diventando, invece, un gioco di mera fortuna quando si comincia a perdere.

A questa spiacevole situazione, non ha certo giovato l’assenza delle poker room.com che costringe i nostri giocatori a potersi confrontare con i field delle nazioni estere esclusivamente nel poker live. Ne consegue che i tornei più costosi, quelli dove bisognerebbe arrivare super preparati, finiscono col diventare banchi per sperimentazioni.

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