
Fare uso di doping per giocare a poker
Secondo una ricerca effettuata Nova Southeastern University, si è calcolato che circa l’80% dei giocatori ha l’abitudine di giocare a poker ricorrendo a sostanze dopanti, che aiuterebbero a vincere in questo gioco.
Proprio come accade in tante altre discipline sportive, anche il gioco poker è così sporcato da spiacevoli casi di doping. Dallo studio della Southeastern University, presentato ad una conferenza nazionale, è emerso che quasi l’80% dei giocatori di poker farebbe uso di sostanze dopanti grazie alle quali si riuscirebbe a migliorare le proprie prestazioni ai tavoli da gioco.
E’ risaputo che poter far fronte a lunghe sedute di poker online, che in molti casi si prolungano nella notte, bibite a base di zuccheri sono d’aiuto. E’ altrettanto risaputo che, in particolar modo nelle bische con gli amici, il consumo di tabacco e di superalcolici è un’abitudine molto diffusa, ma la ricerca condotta dall’università ha ad oggetto tutt’altre cose e ha dimostrato che i giocatori, un po’ a tutti i livelli, per tenersi svegli e per aumentare la concentrazione ricorrono a sostanze dopanti.
Secondo lo studio effettuato dalla Nova Southeastern University, si è appreso che sostanze quali cocaina, marijuana, amfetamine, Valium e bibite energetiche sono usate in ampia misura dai giocatori di tutto il mondo. Dalla stessa ricerca deriva che fare uso di tali sostanze permette ai giocatori di restare svegli, aumentare la concentrazione e quindi essere più competitivi per la tutta la durata del torneo. Ovviamente, l’uso di queste sostanze può aiutare nel breve periodo ma alla lunga causa seri danni alla salute. E’ emerso che più del 70% dei giocatori assume caffeina, il 50% energy drink, i più agitati fumano marjuana. Altri giocatori abbinano guaranà, alcool e vitamina b-12.