
Gino Alacqua
Gino Alacqua è un personaggio da sempre suscettibile alle forti passioni, alle quali finisce inevitabilmente col dedicarsi in maniera assoluta e senza mezzi termini, ma soprattutto, dalle quali riesce puntualmente a derivare le massime soddisfazioni. La riprova di quanto appena detto la si può ricavare analizzando alcuni passaggi fondamentali del percorso pokeristico e di vita vissuta dello stesso Gino: si tratta di un personaggio che ama il paracadutismo e finisce col diventare il più giovane parà italiano. Ama il tennis e gli viene conferito l’incarico di coordinatore tecnico del Tennis Club Lecco. Ama l’arte antica e diviene mercante d’arte. Ama il gioco e finisce col diventare “Gino El Diablo Alacqua”, uno dei più forti giocatori di
poker.
Nasce in Sicilia, Francoforte con precisione nel 1961. A diciassette anni si trasferisce a Lecco dove termina gli studi di ragioneria; a diciassette anni e sette mesi diviene il più giovane paracadutista italiano in seguito al conferimento del brevetto di paracadutista civile.
Trascorrono cinque anni e Gino prende a trascurare il paracadutismo per dedicarsi all’altra sua grande passione, il tennis, divenendo di lì a poco il coordinatore tecnico del Tennis Club Lecco.
Nello stesso periodo incomincia ad interessarsi di arte antica, visita con sempre maggiore piacere chiese e musei italiani ed esteri ed allaccia numerose amicizie con esperti del settore. Sarà anche grazie agli insegnamenti di questi ultimi che riuscirà a trasformare verso la fine degli anni ottanta. l’interesse per l’arte nel proprio lavoro. Svolgerà l’attività di mercante d’arte sino al 2006.
La passione per il gioco ed in particolare per le carte, ha invece accompagnato Gino fin da bambino. Era lui infatti “l’uomo”, forse meglio “il ragazzino” da battere, quando durante le feste o nelle sere d’estate si organizzavano in famiglia tavoli di scala quaranta, sette e mezzo, scopa e briscola.
Tuttavia, l’incontro col poker avviene quando Gino ha poco più che ventuno anni ed era solito trascorrere serate a casa di amici giocando al poker italiano ed alla telesina. Quasi trentenne, invece, conosce il mondo dell’azzardo vero e proprio giacchè insieme ad amici lecchesi è solito frequentare sporadicamente i casinò italiani, rimanendo affascinato innanzitutto dallo Chemin de Fer, un gioco molto simile al Baccarà. L’incontro vero e proprio con le varianti americane avverrà invece solo nel 2006, quando alcuni amici conosciuti qualche anno prima al casinò di Lugano durante una partita di telesina, gli spiegano le regole di Texas Hold’em e Omaha.
L’amore verso i giochi americani è istantaneo, incomincia a frequentare i tavoli con queste varianti e pochi mesi dopo, nel giugno 2006, si iscrive, in seguito all’insistenza di alcuni amici, al Main Event di
Texas Hold’em che si svolse presso il casinò di Sanremo: forte di un indiscutibile talento, capace fin dall’inizio di rispettare quanto disciplina ed abilità richiedono (insegnamenti derivati dal suo essere sportivo a 360 gradi), riuscirà a concludere il primo torneo della sua carriera con un impensabile secondo posto.
E non si potrà certo additare quell’eccezionale risultato ad un colpo di fortuna, perchè il futuro lo ha poi visto crescere in maniera esponenziale, con una vincita totale in tornei vicina al 1.000.000$ in carriera e ad occupare un posto tra i primi cinque della “All time money list” dei giocatori italiani.
Insieme alle vittorie, ai successi, alla gloria, cresce anche il rispetto e la stima che gli altri giocatori avversari o semplici appassionati nutrono nei suoi confronti. Tutto pienamente meritato da Gino Alacqua , giacchè parliamo di un personaggio dallo stile impeccabile, quasi sempre in giacca e cravatta, ottimo conversatore che non si è mai lamentato in maniera sgradevole o eccessiva in occasione di una bad beat.
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